Anna Maria Luisa, l’ultima dei Medici

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Anna Maria Luisa de’ Medici nacque nel 1667 da Cosimo III de’ Medici e Margherita Luisa d’Orleans: era una donna colta, amante della musica, del teatro e dell’arte, molto religiosa e con un grande rigore morale.

anna maria luisa de' medici

Come spesso accadeva alle figlie femmine, il suo matrimonio fu pianificato a tavolino dal padre e lo sposo fu accuratamente scelto in base ad alleanze e amicizie politiche. La scelta ricadde su Giovanni Carlo Guglielmo, principe elettore del Palatinato, così Anna Maria Luisa guadagnò il titolo di Elettrice Palatina e fu spedita a Dusseldorf, dove rimase per 25 anni, fino alla morte del marito. Per sua fortuna fu un matrimonio felice, e i due si amarono molto ma con loro grande dispiacere non ebbero mai nessun figlio.

Anche ai suoi due fratelli non andava meglio: il primogenito il Gran Principe Ferdinando morì giovanissimo e senza figli, non fece neanche in tempo a diventare Granduca, mentre il fratello minore Gian Gastone ebbe una vita dissoluta, moltissimi vizi, una pessima fama e ancora una volta nessun erede. Insomma, non c’era più neanche un discendente diretto e la famiglia Medici era ormai destinata all’estinzione. Il babbo Cosimo III fece di tutto per far ottenere alla figlia il diritto di ereditare il trono o la possibilità di adottare un erede, ma non ci fu niente da fare: molte potenze europee erano ben felici di poter mettere le mani sulla Toscana.

anna maria luisa de' medici

Rimasta vedova, nel 1716 Anna Maria Luisa de’ Medici tornò a Firenze, consapevole che dopo la sua morte la casata Medici sarebbe per sempre estinta ed il Granducato di Toscana sarebbe passato nelle mani dei Lorena, diventando una piccola provincia di un grande impero, quello asburgico. Nel timore – piuttosto fondato – che gli austriaci portassero a Vienna tutte le opere d’arte ricevute in eredità dai Medici, nel 1737 Anna Maria Luisa stipulò con loro il celebre Patto di Famiglia, l’accordo secondo il quale i Lorena non avrebbero potuto portare fuori da Firenze alcun oggetto prezioso o artistico, vincolando di fatto l’intero patrimonio artistico e architettonico della città.

L’Elettrice Palatina era talmente moderna e lungimirante che stabilì che le opere d’arte fossero vincolate “affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”: non solo ci ha fatto il dono di consegnarci Firenze così com’è fino ai giorni nostri, ma quasi 300 anni fa aveva già pensato persino al turismo!

Anna Maria Luisa de’ Medici morì a Palazzo Pitti il 18 febbraio del 1743, e fu sepolta nelle cappelle medicee in San Lorenzo, dove ancora riposa. Ogni anno ricordiamo questa grande donna nel giorno della sua morte, il 18 febbraio, con una piccola cerimonia, un omaggio floreale portato sulla sua tomba dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, e aprendo gratuitamente alcuni musei fiorentini.

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